sabato 23 gennaio 2016

La poesia

Isola cheta, dimenticata dalle acque 
che non mi vollero più bagnare, 
sola tra la folla che più non mi vede, 
cane randagio che ulula alla luna 
ìl dolore che l'amore sempre porta 
nel suo cestello pieno di fiori. 
Non pretendo di inventare il nuovo,
non voglio infiocchettature e non 
voglio accompagnarmi al volgare, 
mi esprimo in una lingua senza parole, 
a volte, e con una voce senza suoni, 
mi disegno in pochi tratti, se necessario, 
ma mi dipingo di mille colori. 
Ho dei debiti da rispettare 
devo mostrarmi come rivelazione. 
Chi sono? 
Sono la poesia che tu, lettore,
indovini tra queste righe. 
Autore:Ivana Tata@tutti i diritti riservati lg.633/1941


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