mercoledì 5 novembre 2014

Oscuri presagi

Scendevo lungo il fiume dell'esagerazione, 
stavo navigando verso il mare dell'irrealtà. 
Non avevo più ritegno, avevo bevuto alla 
fonte dell'esaltazione delle cattive libertà 
e con il vento in poppa abbracciavo la notte 
ed essa mi avvolgeva in una nebbia d'oblio 
e in essa mi perdevo con languore abbandonata. 

Miseri giorni squlibrati, di rovina, di fallimento, 
ero seduta su una bara e il requiem mi annientava. 

Ho sognato questa storia di malasorte 
e al risveglio ho veduto una vita uguale.
Autore: Ivana Tata @tutti i diritti riservati





Posta un commento