giovedì 1 ottobre 2015

Notte

In un sonno che si espande 
largo sopra alla pianura 
della totalità dell'essere, 
non fuga voglio cercare 
ma direzione chiedo per 
esistere e convivere 
con il randagio me.

Su queste lenzuola scaldate 
dal mio corpo la notte 
è giunta rapida e scura 
ma non ha ancora afferrato 
il mio pensiero che 
non vuole oltrepassare 
la porta dell'assenza. 

Nella veglia esploro firmamenti 
di sentimenti che mi appartengono 
velati da nubi o esplodenti come soli.

Solo quando la luce fa sbocciare
il mattino come un fiore,  
ho la consapevolezza che 
i miei pensieri sono impolverati 
di grigia cenere di memoria  
e non sanno alzarsi in volo 
come stupidi uccellini senza piume.
         Autore: Ivana Tata @tutti i diritti riservati



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